• Festa o Celebrazione Pianadetto

    I luoghi di aggregazione: le fontane e le aie (Pianadetto)

    I luoghi di aggregazione erano le veglie, che si facevano a casa di uno e dell’altro […]. A Pianadetto le veglie si facevano nelle case più che nelle stalle. Io non ci andavo, non avevo tempo, ero così stanca! Alle veglie andavano più che altro gli anziani, che non erano in grado di lavorare. I giovani si trovavano ai Bachér (alla fontana dei Baccheri), tra Pianadetto e Valditacca. Si davano appuntamento lì al mattino o al pomeriggio, i ragazzi e le ragazze potevano incontrarsi e parlare, fare conoscenza. Dove si andava quando non si lavorava? A balā (a ballare)! Nelle aie, quelle sopra la piazza, lungo la via di Sovercà. C’era Nello che suonava la fisarmonica, come suonava bene! Per ballare bisognava andare a chiedere il permesso al prete, i cmandavne lor (comandavano loro)! Il papà della Giacomina, soprannominato Bresca, era stato incaricato di andare a chiedere il permesso al prete di Monchio, don Giuseppe Cagna e gli aveva detto: “Perior, en ne lasev balā (Priore, ci lasciate ballare)?” e don Cagna: “Guarda che ’n son miga prior (Guarda che non sono mica priore)!”. Il priore era quello di Pianadetto, quello di Monchio era arciprete, avevano tutti i loro titoli. Allora Bresca, cercando di parlare in italiano senza riuscirci molto: “’nsoma arscipret, guardē, che sibia quel che ’s vobia, basta c’on ne làsa balā (Insomma, arciprete, guardate, che sia quel che si voglia, basta che ci lasciate ballare)!”.
    Una volta chiesto il permesso al prete, poi si ballava in libertà, nelle aie, oppure nelle case, quando c’era freddo. C’erano diverse case usate come balere, quelle con le stanze più grandi. Non si pagava mica, i pijevne ’n fiasch ed vin al sonadòr (prendevamo un fiasco di vino al suonatore)! Io mio marito l’ho conosciuto a ballare.
    Nelle aie ci si trovava anche per cantare, per esempio c’erano tre di Riana, parenti dei Mazìn, di Franco che ha sposato una delle mie figlie, che cantavano molto bene, quando venivano si riunivano ed era un piacere ascoltarli. Anche per il ballo funzionava così: c’era chi ballava e chi guardava. Andare a veder ballare era un’abitudine soprattutto dei vecchi o di quelli che non erano capaci; chi sapeva ballare, ballava. Ma non c’era nessuno che ti insegnava! Mjava capī da la musica, ma en gh’era mja tant… Cosa gh’era? El tango e ’l valser, mja cme adèsa (Bisognava capire in base alla musica, ma non c’era mica tanto… Cosa c’era? Il tango e il valzer, mica come adesso).
    [testimonianza di Emi Lazzari tratta da “Mappe di comunità di Monchio delle Corti e Palanzano – Scuola di Palamonchio (I.C. Corniglio) a.s. 2016-2017]

    Informazioni aggiuntive

    Categoria

    Festa o Celebrazione

    Comune

    Pianadetto

    Indirizzo

    Pianadetto, monchio delle corti

    Inviato da

    Irene Sandei
     

    I luoghi di aggregazione: le fontane e le aie (Pianadetto)

    Pianadetto, monchio delle corti
  • FAQ

    Cosa posso segnalare?

    Puoi segnalare tutto ciò che ritieni culturalmente importante e che secondo te identifica il territorio e la comunità parmensi. Il bene segnalato può essere di natura materiale (un immobile, oggetti d’uso quotidiano, giochi…) oppure immateriale (leggende, canti tradizionali, riti…). Il bene non deve avere necessariamente un valore storico-artistico e turistico, ma deve essere espressione di un valore nel quale la comunità parmense si riconosce.

    Che cos’è un’eredità culturale?

    È un insieme di beni, oggetti, tradizioni, melodie, paesaggi, percorsi che rappresentano la realtà che ci circonda e che ci porta a volerlo condividere con gli altri membri della comunità a cui si è vicini e legati.

    Cosa si intende con “comunità patrimoniale”?

    Con comunità patrimoniale s’intende un gruppo di cittadini che vuole sostenere, con pubbliche azioni, un patrimonio culturale ritenuto degno di essere trasmesso alle future generazioni.

    Perché partecipare?

    Partecipare come individui, all’ interno di una realtà territoriale concreta, per segnalare i beni e l’eredità culturale nei quali vi rispecchiate e che vorreste salvaguardare.

    Cosa sperate di ottenere?

    Speriamo di ricavarne un vero e proprio inventario che permetta di salvaguardare tutti quegli aspetti/elementi identitari che caratterizzano ogni comunità del territorio parmense. Grazie al vostro contributo e grazie alla possibilità di geolocalizzare il bene segnalato sarà, inoltre, possibile realizzare mappe sovrapponibili; da tali mappe emergerà una visione concreta della dislocazione di tutti gli elementi segnalati.

    Come vengono trattati i miei dati?

    I dati personali saranno visibili unicamente dal gestore del sito e non saranno consultabili dagli utenti che accederanno alla piattaforma al fine di inserire una propria segnalazione. Tali dati verranno trattati dall’ente gestore nel rispetto scrupoloso delle norme vigenti sulla privacy.

    Come faccio a caricare una fotografia, un audio o un video?

    Nella sezione 5 del modulo, trascinare i file nell’apposito form direttamente dal proprio computer oppure cliccare sul bottone “Seleziona i file” e sceglierli attraverso l’apposita finestra di dialogo.

    Posso segnalare un elemento culturale riguardante un territorio differente dal luogo di mia residenza?

    Certamente è possibile segnalare ciò che si ritiene faccia parte del proprio bagaglio culturale, al momento l’unico limite territoriale è posto entro i confini della provincia di Parma.

    È possibile fare una segnalazione in forma anonima?

    Non è possibile fare una segnalazione anonima poiché non rispecchia la finalità di questo progetto, ovvero l’avvio di comunità patrimoniale intesa come insieme di persone riunite attorno/attraverso un elemento comune e che ne definisce in qualche modo l’identità.

    Come posso inserire dati che ho raccolto nel tempo da altre persone che me le hanno raccontate?

    È sufficiente compilare il modulo per il numero di volte quanti sono i contributi da inserire.

    È possibile fare una segnalazione che vale per più persone?

    Sì, basta compilare il modulo un’unica volta e inserire nei dati personali il nome del gruppo o dell’organizzazione o, in alternativa, il nome e cognome di un singolo rappresentante del gruppo.

    Chiunque può inserire oggetti patrimoniali o solo i residenti in provincia di Parma?

    Chiunque, ma gli oggetti patrimoniali segnalati devono fare riferimento esclusivamente a Parma e provincia.

    Come posso geolocalizzare un bene che copre un areale vasto?

    In questa circostanza, come per esempio un racconto diffuso in una intera valle, piuttosto che una ricetta tipica di un intero comune o più comuni, sarà sufficiente inserire il luogo che si ritiene più pertinente e specificare nel campo libero, dedicato al racconto, l’areale interessato.

    Chi approverà o meno i contenuti che verranno inseriti? Con che criterio?

    I contenuti verranno approvati da un team di esperti che analizzeranno le proposte e le segnalazioni fornite dai cittadini.

    Dopo quanto tempo i contenuti saranno visibili online?

    Tutti i risultati del progetto verranno pubblicati periodicamente dopo la verifica del team di esperti.

    La raccolta di dati è finalizzata a un progetto già definito da attuare sul territorio?

    La raccolta dei dati è finalizzata alla realizzazione di un archivio – un database, visualizzabile anche su mappe, attraverso Gis – che verrà messo a disposizione delle comunità stesse, così come delle amministrazioni locali, affinché da questi dati possano scaturire iniziative, eventi, incontri volti alla loro valorizzazione.