• Lavoro Rigoso

    La meccanica del grano ardito

    Io sono nato a Parma il 2 marzo 1976 e subito dopo qualche giorno mi sono trasferito a Rigoso. Però nei primi anni della mia vita ho abitato al passo del Lagastrello perché mio nonno era guardiano della diga, ho il ricordo di mia nonna che mi inseguiva col piatto in fondo all’Enza perché non mangiavo. Sono cresciuto con tanti bambini, ce n’erano di più allora al Passo del Lagastrello che oggi in tutta Rigoso: in una casa eravamo in cinque, figli o nipoti dei guardiani. Il mio luogo del cuore è il Lagastrello per questo motivo. Dopo mi sono trasferito a Rigoso, mio papà lavorava nella centrale idroelettrica e mia mamma faceva la maestra nella scuola del paese. Ho frequentato le elementari a Rigoso, sempre in pluriclasse, con un numero di compagni che oggi è la metà di quello complessivo di tutto il comune e le medie a Monchio. Poi sono andato a studiare a Parma, ho trascorso cinque anni in collegio, in cui mi sono divertito molto; quindi ho fatto il servizio militare: dieci mesi in otto caserme, ho girato mezza Italia e anche quella è stata un’esperienza che ricordo con piacere. In seguito ho iniziato a lavorare: partivo al mattino alle 5 da Rigoso e rientravo la sera. Però non stavo bene, arrivavo al lavoro e avevo mal di stomaco, quando tornavo a casa e stavo meglio; ho fatto diverse gastroscopie, esami di vario tipo. A un certo punto ho trovato la cura: mi sono licenziato e sono tornato a Rigoso. Dal punto di vista lavorativo a Parma stavo bene, facevo il progettista meccanico, tuttora sono rimasto in buoni rapporti con i miei datori di lavoro. Quando sono tornato su ho aperto l’officina, che era quella di mio papà, e uno studio tecnico, all’inizio non pensavo che avrei lavorato tanto. Questo sembra un posto da lupi, e invece!
    […] Oltre all’officina, mi sono lanciato in un’altra impresa: il grano. La terra qua va valorizzata, l’ispirazione mi è venuta qualche Natale fa, sentendo raccontare dai vecchi qualche aneddoto del passato. I luoghi dove prima si seminava ora sono pieni di rovi, allora due anni fa mi sono deciso: ho ripulito il terreno e ho piantato il grano, a mie spese, anche se qualcuno dice che ho preso i contributi. Assieme a Marco, un mio amico, sono andato al Podere Stuard e abbiamo fatto ricerche su quello più adatto per questi luoghi, così ho seminato un grano antico: il “grano ardito”. Le difficoltà non sono mancate, ho avuto dei danni a causa dei cinghiali, ma non ho mollato. Ho ricavato un quintale di grano e una buona quantità di farina e di crusca. Forse perché me la sono sudata, ma la mia farina è diversa da tutte le altre: le torte sono buonissime e mia madre ha detto che non è mai riuscita a fare una pasta così elastica con altre farine. Questo è comunque un hobby, il mio lavoro è il meccanico. Vorrei fare una cooperativa coi ragazzi della montagna, collaborare con loro, ma per ora non ho trovato molto entusiasmo, di solito mi chiedono: “Quanto mi dai?”. È difficile mettersi in gioco, rischiare. Comunque ora ho tenuto da parte un po’ di grano per fare la birra: qui ci sono potenzialità inesplorate, è chiaro che se vuoi fare l’avvocato qui non lo puoi fare, ma ci sono tante strade da percorrere, da inventare.

    [testimonianza di Marco Ravera tratta da “Mappe di comunità di Monchio delle Corti e Palanzano – Scuola di Palamonchio (I.C. Corniglio) a.s. 2016-2017]

    Informazioni aggiuntive

    Categoria

    Lavoro

    Comune

    Rigoso

    Indirizzo

    Rigoso, Monchio delle Corti

    Inviato da

    Irene Sandei
     

    La meccanica del grano ardito

    Rigoso, Monchio delle Corti
  • FAQ

    Cosa posso segnalare?

    Puoi segnalare tutto ciò che ritieni culturalmente importante e che secondo te identifica il territorio e la comunità parmensi. Il bene segnalato può essere di natura materiale (un immobile, oggetti d’uso quotidiano, giochi…) oppure immateriale (leggende, canti tradizionali, riti…). Il bene non deve avere necessariamente un valore storico-artistico e turistico, ma deve essere espressione di un valore nel quale la comunità parmense si riconosce.

    Che cos’è un’eredità culturale?

    È un insieme di beni, oggetti, tradizioni, melodie, paesaggi, percorsi che rappresentano la realtà che ci circonda e che ci porta a volerlo condividere con gli altri membri della comunità a cui si è vicini e legati.

    Cosa si intende con “comunità patrimoniale”?

    Con comunità patrimoniale s’intende un gruppo di cittadini che vuole sostenere, con pubbliche azioni, un patrimonio culturale ritenuto degno di essere trasmesso alle future generazioni.

    Perché partecipare?

    Partecipare come individui, all’ interno di una realtà territoriale concreta, per segnalare i beni e l’eredità culturale nei quali vi rispecchiate e che vorreste salvaguardare.

    Cosa sperate di ottenere?

    Speriamo di ricavarne un vero e proprio inventario che permetta di salvaguardare tutti quegli aspetti/elementi identitari che caratterizzano ogni comunità del territorio parmense. Grazie al vostro contributo e grazie alla possibilità di geolocalizzare il bene segnalato sarà, inoltre, possibile realizzare mappe sovrapponibili; da tali mappe emergerà una visione concreta della dislocazione di tutti gli elementi segnalati.

    Come vengono trattati i miei dati?

    I dati personali saranno visibili unicamente dal gestore del sito e non saranno consultabili dagli utenti che accederanno alla piattaforma al fine di inserire una propria segnalazione. Tali dati verranno trattati dall’ente gestore nel rispetto scrupoloso delle norme vigenti sulla privacy.

    Come faccio a caricare una fotografia, un audio o un video?

    Nella sezione 5 del modulo, trascinare i file nell’apposito form direttamente dal proprio computer oppure cliccare sul bottone “Seleziona i file” e sceglierli attraverso l’apposita finestra di dialogo.

    Posso segnalare un elemento culturale riguardante un territorio differente dal luogo di mia residenza?

    Certamente è possibile segnalare ciò che si ritiene faccia parte del proprio bagaglio culturale, al momento l’unico limite territoriale è posto entro i confini della provincia di Parma.

    È possibile fare una segnalazione in forma anonima?

    Non è possibile fare una segnalazione anonima poiché non rispecchia la finalità di questo progetto, ovvero l’avvio di comunità patrimoniale intesa come insieme di persone riunite attorno/attraverso un elemento comune e che ne definisce in qualche modo l’identità.

    Come posso inserire dati che ho raccolto nel tempo da altre persone che me le hanno raccontate?

    È sufficiente compilare il modulo per il numero di volte quanti sono i contributi da inserire.

    È possibile fare una segnalazione che vale per più persone?

    Sì, basta compilare il modulo un’unica volta e inserire nei dati personali il nome del gruppo o dell’organizzazione o, in alternativa, il nome e cognome di un singolo rappresentante del gruppo.

    Chiunque può inserire oggetti patrimoniali o solo i residenti in provincia di Parma?

    Chiunque, ma gli oggetti patrimoniali segnalati devono fare riferimento esclusivamente a Parma e provincia.

    Come posso geolocalizzare un bene che copre un areale vasto?

    In questa circostanza, come per esempio un racconto diffuso in una intera valle, piuttosto che una ricetta tipica di un intero comune o più comuni, sarà sufficiente inserire il luogo che si ritiene più pertinente e specificare nel campo libero, dedicato al racconto, l’areale interessato.

    Chi approverà o meno i contenuti che verranno inseriti? Con che criterio?

    I contenuti verranno approvati da un team di esperti che analizzeranno le proposte e le segnalazioni fornite dai cittadini.

    Dopo quanto tempo i contenuti saranno visibili online?

    Tutti i risultati del progetto verranno pubblicati periodicamente dopo la verifica del team di esperti.

    La raccolta di dati è finalizzata a un progetto già definito da attuare sul territorio?

    La raccolta dei dati è finalizzata alla realizzazione di un archivio – un database, visualizzabile anche su mappe, attraverso Gis – che verrà messo a disposizione delle comunità stesse, così come delle amministrazioni locali, affinché da questi dati possano scaturire iniziative, eventi, incontri volti alla loro valorizzazione.