• Festa o Celebrazione Gioco Caneto

    La scartociada e i perdèi

    I luoghi di aggregazione della mia gioventù erano legati sia alle ricorrenze religiose, come il dopo messa, il rosario nel mese di maggio o il vespro domenicale, sia alla vita del paese come la scartociada (spannocchiatura della melica), la vendemmia o ancora la sagra. Alla domenica dopo la messa, mentre gli adulti si fermavano a scambiare due parole (specialmente gli uomini), noi ragazzi ci riunivamo tutti intorno alla perpetua, la signora Luigina. Nel mese di maggio, verso l’imbrunire, si diceva il rosario. Era un vero e proprio momento di incontro, in quanto venivano giovani anche dalle frazioni vicine, come Corniana. Terminato il rosario, spesso i ragazzi, con la scusa di accompagnare a casa le fanciulle, le corteggiavano. D’estate, oltre ad andare al fiume, giocavamo per strada, in paese. Il mio gioco preferito era al perdèl. Si tratta di un gioco dove bisogna avere manualità e sveltezza. Era un gioco prettamente femminile. Ci si procuravano cinque sassolini quanto più tondeggianti possibile. Si lanciavano i sassolini per terra quindi se ne prendeva uno in mano e, lanciandolo in alto, con la stessa mano, si raccoglieva un altro sassolino per terra prima di afferrare la pietra lanciata. Se il gioco riusciva, in mano si avevano due pietre. Tenendo la seconda pietra in mano, si lanciava la prima pietra in aria, si raccoglieva un terzo sassolino per terra e così via. Vinceva Vinceva chi riusciva a totalizzare il maggior numero di sassolini.
    Nel periodo estivo c’erano anche le sagre: la sagra di San Giovanni il 24 giugno e la Madonna dell’Annunciazione ad agosto. La Madonna dell’Annunciazione inizialmente veniva festeggiata il 25 marzo, ma in quel periodo la gente non aveva più grano e spesso aveva poco per fare festa; per tale motivo l’hanno poi spostata alla prima domenica dopo il 20 agosto, dopo la trebbiatura, quando c’era da mangiare e si poteva fare baldoria. In occasione della sagra, poiché non c’era una vera e propria sala da ballo, si ballava o nell’aia di Rio o, prima ancora, nel fienile. Di solito c’era Bruzètt del Tanaro che suonava la fisarmonica e un vecchio Barlesi di Palanzano che suonava il violoncello.
    Alla fine di settembre le pannocchie raccolte venivano portate all’asciutto, in attesa della scartociada. Era un’operazione che coinvolgeva tutti, ma principalmente le donne. In occasione della scartociada mi ricordo che venivano offerti i per nigròn, ossia pere che, dopo essere state cotte nell’acqua, assumevano un colore scuro. Ci si ritrovava a turno nella casa di chi doveva scartociā. C’era un vero e proprio rito: le donne toglievano le foglie, ma non tutte; alcune venivano girate all’indietro, annodate e legate insieme dagli uomini così da formare dei mazzi che venivano appesi sotto il porticato. La spannocchiatura, nonostante fosse un lavoro lungo, era per molti occasione di stare insieme, di svago, di socializzazione e anche di pettegolezzi.
    [testimonianza di Divina Scala tratta da “Mappe di comunità di Monchio delle Corti e Palanzano – Scuola di Palamonchio (I.C. Corniglio) a.s. 2016-2017]

    Informazioni aggiuntive

    Categoria

    Festa o CelebrazioneGioco

    Comune

    Caneto

    Indirizzo

    Caneto, Palanzano

    Inviato da

    Irene Sandei
     

    La scartociada e i perdèi

    Caneto, Palanzano
  • FAQ

    Cosa posso segnalare?

    Puoi segnalare tutto ciò che ritieni culturalmente importante e che secondo te identifica il territorio e la comunità parmensi. Il bene segnalato può essere di natura materiale (un immobile, oggetti d’uso quotidiano, giochi…) oppure immateriale (leggende, canti tradizionali, riti…). Il bene non deve avere necessariamente un valore storico-artistico e turistico, ma deve essere espressione di un valore nel quale la comunità parmense si riconosce.

    Che cos’è un’eredità culturale?

    È un insieme di beni, oggetti, tradizioni, melodie, paesaggi, percorsi che rappresentano la realtà che ci circonda e che ci porta a volerlo condividere con gli altri membri della comunità a cui si è vicini e legati.

    Cosa si intende con “comunità patrimoniale”?

    Con comunità patrimoniale s’intende un gruppo di cittadini che vuole sostenere, con pubbliche azioni, un patrimonio culturale ritenuto degno di essere trasmesso alle future generazioni.

    Perché partecipare?

    Partecipare come individui, all’ interno di una realtà territoriale concreta, per segnalare i beni e l’eredità culturale nei quali vi rispecchiate e che vorreste salvaguardare.

    Cosa sperate di ottenere?

    Speriamo di ricavarne un vero e proprio inventario che permetta di salvaguardare tutti quegli aspetti/elementi identitari che caratterizzano ogni comunità del territorio parmense. Grazie al vostro contributo e grazie alla possibilità di geolocalizzare il bene segnalato sarà, inoltre, possibile realizzare mappe sovrapponibili; da tali mappe emergerà una visione concreta della dislocazione di tutti gli elementi segnalati.

    Come vengono trattati i miei dati?

    I dati personali saranno visibili unicamente dal gestore del sito e non saranno consultabili dagli utenti che accederanno alla piattaforma al fine di inserire una propria segnalazione. Tali dati verranno trattati dall’ente gestore nel rispetto scrupoloso delle norme vigenti sulla privacy.

    Come faccio a caricare una fotografia, un audio o un video?

    Nella sezione 5 del modulo, trascinare i file nell’apposito form direttamente dal proprio computer oppure cliccare sul bottone “Seleziona i file” e sceglierli attraverso l’apposita finestra di dialogo.

    Posso segnalare un elemento culturale riguardante un territorio differente dal luogo di mia residenza?

    Certamente è possibile segnalare ciò che si ritiene faccia parte del proprio bagaglio culturale, al momento l’unico limite territoriale è posto entro i confini della provincia di Parma.

    È possibile fare una segnalazione in forma anonima?

    Non è possibile fare una segnalazione anonima poiché non rispecchia la finalità di questo progetto, ovvero l’avvio di comunità patrimoniale intesa come insieme di persone riunite attorno/attraverso un elemento comune e che ne definisce in qualche modo l’identità.

    Come posso inserire dati che ho raccolto nel tempo da altre persone che me le hanno raccontate?

    È sufficiente compilare il modulo per il numero di volte quanti sono i contributi da inserire.

    È possibile fare una segnalazione che vale per più persone?

    Sì, basta compilare il modulo un’unica volta e inserire nei dati personali il nome del gruppo o dell’organizzazione o, in alternativa, il nome e cognome di un singolo rappresentante del gruppo.

    Chiunque può inserire oggetti patrimoniali o solo i residenti in provincia di Parma?

    Chiunque, ma gli oggetti patrimoniali segnalati devono fare riferimento esclusivamente a Parma e provincia.

    Come posso geolocalizzare un bene che copre un areale vasto?

    In questa circostanza, come per esempio un racconto diffuso in una intera valle, piuttosto che una ricetta tipica di un intero comune o più comuni, sarà sufficiente inserire il luogo che si ritiene più pertinente e specificare nel campo libero, dedicato al racconto, l’areale interessato.

    Chi approverà o meno i contenuti che verranno inseriti? Con che criterio?

    I contenuti verranno approvati da un team di esperti che analizzeranno le proposte e le segnalazioni fornite dai cittadini.

    Dopo quanto tempo i contenuti saranno visibili online?

    Tutti i risultati del progetto verranno pubblicati periodicamente dopo la verifica del team di esperti.

    La raccolta di dati è finalizzata a un progetto già definito da attuare sul territorio?

    La raccolta dei dati è finalizzata alla realizzazione di un archivio – un database, visualizzabile anche su mappe, attraverso Gis – che verrà messo a disposizione delle comunità stesse, così come delle amministrazioni locali, affinché da questi dati possano scaturire iniziative, eventi, incontri volti alla loro valorizzazione.