• Edifici Mercato o commercio

    L’abbazia di Linari e i tornanti del Passo del Lagastrello

    Visto che io sono il ponte tra i due versanti dell’Appennino tosco-emiliano, mi sono un po’ documentata sulle vie di comunicazione tra la Lunigiana e l’Emilia, utilizzate durante il Medioevo, come ha appena detto Vanes, sia dai pellegrini che andavano e venivano da Roma, sia dai mercanti. Le merci più tassate erano frequentemente oggetto di contrabbando e tra queste la principale era il sale. Per questa ragione è stata chiamata Via del Sale, ma l’itinerario non coincideva con l’attuale strada provinciale, il Passo del Lagastrello è venuto dopo. Il vero snodo importante sull’antica Via del Sale era Linari, sede dell’antica abbazia dei frati ospitalieri di Altopascio, dedicata ai santi Salvatore e Bartolomeo. L’abbazia dipendeva dalla diocesi di Lucca e costituiva un elemento
    fondamentale nell’organizzazione medioevale di questa zona essendo, oltre che sede di istituzione religiosa, un riferimento vitale per le comunicazioni. Era quindi un luogo di accoglienza e di soccorso per i viandanti e per i pellegrini che andavano a visitare due fra i più importanti luoghi della cristianità: Lucca, dove era venerata la statua-reliquiario (crocifisso ligneo) definita “Volto Santo”, oppure Roma, la sede papale e città dei martiri cristiani fondatori della chiesa cattolica. L’intensità del traffico di viaggiatori portò ad un crescente potere di questa abbazia, tanto che arrivò ad amministrare un ospedale e a gestire le strade del passo. È citata in un documento del 1045 che rivela l’esistenza di rapporti con il Monastero di San Prospero a Reggio di Matilde di Canossa. Nel 1077 appare come Abbacia Sancti Salvatoris in Linaria e nel 1926 è detta Hospitale de Lynario. Aveva autorità su tutta l’alta Lunigiana e l’alta val d’Enza fino a Traversetolo. Venne chiusa nel 1583, quando le sue rendite e i suoi privilegi furono uniti al convento di S. Giovanni Battista di Fivizzano. Ora a Linari non restano che ruderi; nel ’91, quando mi sono sposata, c’era qualcosa in più, ma adesso non c’è quasi più nulla. A valle delle rovine dell’abbazia si trovava un grande centro abitato e c’era pure un’osteria, anche la strada non era in alto, ma costeggiava il corso del fiume Taverone. Come dicevo, il percorso era diverso da quello attuale. Non c’erano “i canali”, le curve tortuose dell’attuale Strada provinciale del Confine massese, che portano al Passo del Lagastrello. I “canali” sono il risultato del mancato tentativo di arrivare a Comano: procedendo verso l’alto, si sono resi conto di non riuscire a raggiungerlo perché il cammino era troppo ripido; non riuscendo ad arrivare a Comano, hanno tracciato un percorso diverso, pieno di tornanti, che porta al Passo del Lagastrello. Prima la strada seguiva il corso del fiume, passava per Linari. Mio figlio Davide, che è un curiosone, è andato ad esplorare la zona del canale e di recente ha trovato la macina di un mulino, un’altra testimonianza dell’importanza di Linari non solo come snodo dei percorsi dei pellegrini e dei mercanti, ma anche come centro abitato e come centro di attività economiche. Tantissime persone di Taponecco e di Tavernelle venivano da Linari, ma anche alcune famiglie di queste parti, di Rimagna ad esempio. Di recente a Tavernelle, restaurando una casa, hanno trovato un affresco, con un’insegna, probabilmente legata alla funzione dell’edificio; mio figlio dice che si trattava di una scuderia, perché quello era un luogo di passaggio e dunque di ricovero per persone e
    bestie (Tavernelle viene da taverna), oltre che un avamposto. In caso di aggressioni nemiche, da Tavernelle facevano partire un cavallo che andava ad avvertire del pericolo il centro di Linari.

    [testimonianza di Claudia Fortini tratta da “Mappe di comunità di Monchio delle Corti e Palanzano – Scuola di Palamonchio (I.C. Corniglio) a.s. 2016-2017]

    Informazioni aggiuntive

    Categoria

    EdificiMercato o commercio

    Comune

    Indirizzo

    passo del lagastrello

    Inviato da

    Irene Sandei
     

    L’abbazia di Linari e i tornanti del Passo del Lagastrello

    passo del lagastrello
  • FAQ

    Cosa posso segnalare?

    Puoi segnalare tutto ciò che ritieni culturalmente importante e che secondo te identifica il territorio e la comunità parmensi. Il bene segnalato può essere di natura materiale (un immobile, oggetti d’uso quotidiano, giochi…) oppure immateriale (leggende, canti tradizionali, riti…). Il bene non deve avere necessariamente un valore storico-artistico e turistico, ma deve essere espressione di un valore nel quale la comunità parmense si riconosce.

    Che cos’è un’eredità culturale?

    È un insieme di beni, oggetti, tradizioni, melodie, paesaggi, percorsi che rappresentano la realtà che ci circonda e che ci porta a volerlo condividere con gli altri membri della comunità a cui si è vicini e legati.

    Cosa si intende con “comunità patrimoniale”?

    Con comunità patrimoniale s’intende un gruppo di cittadini che vuole sostenere, con pubbliche azioni, un patrimonio culturale ritenuto degno di essere trasmesso alle future generazioni.

    Perché partecipare?

    Partecipare come individui, all’ interno di una realtà territoriale concreta, per segnalare i beni e l’eredità culturale nei quali vi rispecchiate e che vorreste salvaguardare.

    Cosa sperate di ottenere?

    Speriamo di ricavarne un vero e proprio inventario che permetta di salvaguardare tutti quegli aspetti/elementi identitari che caratterizzano ogni comunità del territorio parmense. Grazie al vostro contributo e grazie alla possibilità di geolocalizzare il bene segnalato sarà, inoltre, possibile realizzare mappe sovrapponibili; da tali mappe emergerà una visione concreta della dislocazione di tutti gli elementi segnalati.

    Come vengono trattati i miei dati?

    I dati personali saranno visibili unicamente dal gestore del sito e non saranno consultabili dagli utenti che accederanno alla piattaforma al fine di inserire una propria segnalazione. Tali dati verranno trattati dall’ente gestore nel rispetto scrupoloso delle norme vigenti sulla privacy.

    Come faccio a caricare una fotografia, un audio o un video?

    Nella sezione 5 del modulo, trascinare i file nell’apposito form direttamente dal proprio computer oppure cliccare sul bottone “Seleziona i file” e sceglierli attraverso l’apposita finestra di dialogo.

    Posso segnalare un elemento culturale riguardante un territorio differente dal luogo di mia residenza?

    Certamente è possibile segnalare ciò che si ritiene faccia parte del proprio bagaglio culturale, al momento l’unico limite territoriale è posto entro i confini della provincia di Parma.

    È possibile fare una segnalazione in forma anonima?

    Non è possibile fare una segnalazione anonima poiché non rispecchia la finalità di questo progetto, ovvero l’avvio di comunità patrimoniale intesa come insieme di persone riunite attorno/attraverso un elemento comune e che ne definisce in qualche modo l’identità.

    Come posso inserire dati che ho raccolto nel tempo da altre persone che me le hanno raccontate?

    È sufficiente compilare il modulo per il numero di volte quanti sono i contributi da inserire.

    È possibile fare una segnalazione che vale per più persone?

    Sì, basta compilare il modulo un’unica volta e inserire nei dati personali il nome del gruppo o dell’organizzazione o, in alternativa, il nome e cognome di un singolo rappresentante del gruppo.

    Chiunque può inserire oggetti patrimoniali o solo i residenti in provincia di Parma?

    Chiunque, ma gli oggetti patrimoniali segnalati devono fare riferimento esclusivamente a Parma e provincia.

    Come posso geolocalizzare un bene che copre un areale vasto?

    In questa circostanza, come per esempio un racconto diffuso in una intera valle, piuttosto che una ricetta tipica di un intero comune o più comuni, sarà sufficiente inserire il luogo che si ritiene più pertinente e specificare nel campo libero, dedicato al racconto, l’areale interessato.

    Chi approverà o meno i contenuti che verranno inseriti? Con che criterio?

    I contenuti verranno approvati da un team di esperti che analizzeranno le proposte e le segnalazioni fornite dai cittadini.

    Dopo quanto tempo i contenuti saranno visibili online?

    Tutti i risultati del progetto verranno pubblicati periodicamente dopo la verifica del team di esperti.

    La raccolta di dati è finalizzata a un progetto già definito da attuare sul territorio?

    La raccolta dei dati è finalizzata alla realizzazione di un archivio – un database, visualizzabile anche su mappe, attraverso Gis – che verrà messo a disposizione delle comunità stesse, così come delle amministrazioni locali, affinché da questi dati possano scaturire iniziative, eventi, incontri volti alla loro valorizzazione.