• Personalità importanti della storia locale Caneto

    Restare umani durante la guerra: i “Giusti tra le Nazioni” di Caneto

    […] Il 1° marzo 2006, nella sala consiliare del Comune di Parma, il titolo di “Giusto tra le Nazioni” è stato assegnato alle famiglie Galvani e Belmessieri, di Caneto. L’onorificenza è stata consegnata a Gina Belmessieri (figlia di Giovanni) e a Renato Galvani (per Pietro e Giovanna) perché dal settembre del ’43 al gennaio del ’44, rischiando la vita, nascosero nelle proprie abitazioni quattro componenti della famiglia ebraica Foà, ricercati dai nazifascisti: Aldo Foà (il padre), Eugenio Foà (il figlio maggiore), Serenella Foà (la figlia maggiore) e Amalia Foà, detta Liuccia (la figlia minore). Fu un atto di straordinario coraggio, grazie al quale i perseguitati  (ad eccezione del padre) riuscirono, dopo una serie di peripezie, a fuggire in Svizzera e dopo la guerra, a trasferirsi in Israele. Purtroppo il padre, alcuni mesi dopo aver lasciato il rifugio di Palanzano, fu ucciso: dopo essere stato catturato a Milano, non perché ebreo ma quale membro della Resistenza, fu deportato a Dachau, dove morì. La madre
    invece, già malata, morì all’ospedale Maggiore di Parma dove era stata ricoverata ancor prima dell’arrivo della famiglia Foà a Caneto. Io ho vissuto appieno la storia della famiglia Foà sia perchè ho avuto il piacere di conoscerla personalmente (avevo più o meno l’età di Liuccia) sia perchè sono riuscita a ricostruire le tappe salienti della loro permanenza a Caneto grazie al diario di Serenella. Nei ricordi di Serenella sono rievocati gli anni della guerra e delle persecuzioni antisemite, le ingiustizie, le crudeltà ma anche la generosità spontanea di molte persone e il senso di gratitudine nei confronti di queste ultime. In una pagina del diario, Serenella dice: “Io cerco più chi ci ha aiutato e meno chi ci ha nociuto”.

    Dal diario di Serenella
    “…arrivammo a Caneto senza ricevere nomi e indirizzi. Sapevamo solo che il Parroco era informato del nostro arrivo e saremmo stati accolti da una giovane che ci avrebbe aspettato accanto alla porta della sua casa. Questa era una delle prime all’entrata del paese dalla parte del sentiero per muli, da cui arrivammo a piedi da Palanzano, all’alba… Per non gelarmi troppo le mani, preferivo fare il bucato ogni giorno, tanto più che così, in un unico secchio, dava meno nell’occhio e non rivelava in quanti vivevamo in casa Galvani…La sponda del ruscello funzionava come una specie di club esclusivo per le ragazze del paese. Le incontravo anche in Chiesa la domenica alla Messa … e mi sembrava quasi di essere nel nostro Tempio ebraico…. Senza preavviso, poco prima di Natale, Celestina e la signora Giovanna videro salire due Carabinieri sul sentiero nella direzione di casa loro. Spaventate, vennero ad avvertirci, istintivamente consigliandoci di chiuderci in camera nostra senza fare alcun rumore. I carabinieri domandarono di me, della misteriosa giovane che abitava presso di loro da parecchio tempo, senza essere registrata, come richiesto dalla legge. Dovevo presentarmi in giornata alla Stazione di Polizia, con i miei documenti, altrimenti sarebbero stati i miei benefattori a pagare il prezzo… I carabinieri furono soddisfatti di vedermi arrivare, mi indirizzarono al Maresciallo… Mi guardò bene in faccia e – restituendomi il mio documento – mi consigliò di farmelo rinnovare al più presto perché era troppo sgualcito. Poi aggiunse a voce alta, in modo che lo sentissero anche i Carabinieri che stavano sull’altro
    lato della stanza, ‘sei una ragazza molto giovane e non hai l’aria di essere capace di mentire ad un Maresciallo di Polizia. Torna a casa, ma non lasciare Caneto senza il mio permesso’. Dovevamo andarcene… Il Parroco si era impegnato ad avvertire il suo amico del paese dall’altra parte della montagna che la sera tardi sarebbero arrivati provvisoriamente da lui due rifugiati ebrei da nascondere almeno fino a quando si fosse trovata un’altra soluzione… io e Liuccia saremmo poi potute partire insieme con la prima corriera da Palanzano e cercare un convento a Parma…”
    [testimonianza di Francesca Scala tratta da “Mappe di comunità di Monchio delle Corti e Palanzano – Scuola di Palamonchio (I.C. Corniglio) a.s. 2016-2017]

    Informazioni aggiuntive

    Categoria

    Personalità importanti della storia locale

    Comune

    Caneto

    Indirizzo

    Caneto, Palanzano

    Inviato da

    Irene Sandei
     

    Restare umani durante la guerra: i “Giusti tra le Nazioni” di Caneto

    Caneto, Palanzano
  • FAQ

    Cosa posso segnalare?

    Puoi segnalare tutto ciò che ritieni culturalmente importante e che secondo te identifica il territorio e la comunità parmensi. Il bene segnalato può essere di natura materiale (un immobile, oggetti d’uso quotidiano, giochi…) oppure immateriale (leggende, canti tradizionali, riti…). Il bene non deve avere necessariamente un valore storico-artistico e turistico, ma deve essere espressione di un valore nel quale la comunità parmense si riconosce.

    Che cos’è un’eredità culturale?

    È un insieme di beni, oggetti, tradizioni, melodie, paesaggi, percorsi che rappresentano la realtà che ci circonda e che ci porta a volerlo condividere con gli altri membri della comunità a cui si è vicini e legati.

    Cosa si intende con “comunità patrimoniale”?

    Con comunità patrimoniale s’intende un gruppo di cittadini che vuole sostenere, con pubbliche azioni, un patrimonio culturale ritenuto degno di essere trasmesso alle future generazioni.

    Perché partecipare?

    Partecipare come individui, all’ interno di una realtà territoriale concreta, per segnalare i beni e l’eredità culturale nei quali vi rispecchiate e che vorreste salvaguardare.

    Cosa sperate di ottenere?

    Speriamo di ricavarne un vero e proprio inventario che permetta di salvaguardare tutti quegli aspetti/elementi identitari che caratterizzano ogni comunità del territorio parmense. Grazie al vostro contributo e grazie alla possibilità di geolocalizzare il bene segnalato sarà, inoltre, possibile realizzare mappe sovrapponibili; da tali mappe emergerà una visione concreta della dislocazione di tutti gli elementi segnalati.

    Come vengono trattati i miei dati?

    I dati personali saranno visibili unicamente dal gestore del sito e non saranno consultabili dagli utenti che accederanno alla piattaforma al fine di inserire una propria segnalazione. Tali dati verranno trattati dall’ente gestore nel rispetto scrupoloso delle norme vigenti sulla privacy.

    Come faccio a caricare una fotografia, un audio o un video?

    Nella sezione 5 del modulo, trascinare i file nell’apposito form direttamente dal proprio computer oppure cliccare sul bottone “Seleziona i file” e sceglierli attraverso l’apposita finestra di dialogo.

    Posso segnalare un elemento culturale riguardante un territorio differente dal luogo di mia residenza?

    Certamente è possibile segnalare ciò che si ritiene faccia parte del proprio bagaglio culturale, al momento l’unico limite territoriale è posto entro i confini della provincia di Parma.

    È possibile fare una segnalazione in forma anonima?

    Non è possibile fare una segnalazione anonima poiché non rispecchia la finalità di questo progetto, ovvero l’avvio di comunità patrimoniale intesa come insieme di persone riunite attorno/attraverso un elemento comune e che ne definisce in qualche modo l’identità.

    Come posso inserire dati che ho raccolto nel tempo da altre persone che me le hanno raccontate?

    È sufficiente compilare il modulo per il numero di volte quanti sono i contributi da inserire.

    È possibile fare una segnalazione che vale per più persone?

    Sì, basta compilare il modulo un’unica volta e inserire nei dati personali il nome del gruppo o dell’organizzazione o, in alternativa, il nome e cognome di un singolo rappresentante del gruppo.

    Chiunque può inserire oggetti patrimoniali o solo i residenti in provincia di Parma?

    Chiunque, ma gli oggetti patrimoniali segnalati devono fare riferimento esclusivamente a Parma e provincia.

    Come posso geolocalizzare un bene che copre un areale vasto?

    In questa circostanza, come per esempio un racconto diffuso in una intera valle, piuttosto che una ricetta tipica di un intero comune o più comuni, sarà sufficiente inserire il luogo che si ritiene più pertinente e specificare nel campo libero, dedicato al racconto, l’areale interessato.

    Chi approverà o meno i contenuti che verranno inseriti? Con che criterio?

    I contenuti verranno approvati da un team di esperti che analizzeranno le proposte e le segnalazioni fornite dai cittadini.

    Dopo quanto tempo i contenuti saranno visibili online?

    Tutti i risultati del progetto verranno pubblicati periodicamente dopo la verifica del team di esperti.

    La raccolta di dati è finalizzata a un progetto già definito da attuare sul territorio?

    La raccolta dei dati è finalizzata alla realizzazione di un archivio – un database, visualizzabile anche su mappe, attraverso Gis – che verrà messo a disposizione delle comunità stesse, così come delle amministrazioni locali, affinché da questi dati possano scaturire iniziative, eventi, incontri volti alla loro valorizzazione.